Regione Lombardia

Scuola e dintorni, a colloquio con le insegnanti

Pubblicato il 7 marzo 2020 • La Torretta , Scuola

Con la nuova edizione de La Torretta vogliamo dar spazio e voce al mondo della scuola e ai suoi protagonisti principali: i ragazzi.  Madrine di questa piccola rubrica sono due delle colonne delle nostre scuole: Carla Meroni e Patrizia Spada, rispettivamente responsabili di plesso della scuola primaria e della secondaria di primo grado.

Con loro abbiamo voluto scambiare quattro chiacchiere sulle nuove generazioni di studenti e del loro rapporto con la scuola e le istituzioni, cominciando proprio dalla proposta che come redazione abbiamo voluto fare alla scuola.

 

Cosa ne pensate della rubrica del notiziario gestita in collaborazione con i nostri ragazzi?

È una proposta molto interessante, che darebbe loro la possibilità di partecipare attivamente alla vita del paese, osservandola da un diverso punto di vista. La collaborazione con il notiziario comunale potrebbe essere un’opportunità in più per conoscere meglio le istituzioni locali e il loro funzionamento.

Quali argomenti potrebbero essere a loro più congeniali nella gestione della rubrica?

Probabilmente il taglio migliore da dare alla rubrica è quello esperienziale. Si sentirebbero più coinvolti e partecipi se potessero esprimersi su situazioni che loro vivono direttamente. Questa è l’impostazione che cerchiamo di tenere anche a scuola. In questo periodo, per esempio, abbiamo affrontato le problematiche legate a ludopatia, affettività e sessualità.

 

Patrizia SpadaIn tanti anni di insegnamento avete riscontrato dei cambiamenti nei bambini e nei ragazzi che educate?

Non più di tanto. Il loro entusiasmo non è mai mancato, così come le dinamiche tra loro sono sempre le stesse. Gran parte dei ragazzi ancora esce, si ritrova, nonostante l’utilizzo dei social sia ormai pratica frequente anche nei ragazzi più piccoli.

 E nei genitori?

Forse è aumentata la difficoltà a gestire l’ansia verso quello che può succedere ai figli e il loro futuro. In ogni caso, almeno qui a Ronco fino ad oggi c’è sempre stata una buona collaborazione con le famiglie.  Tanto che sia nella scuola primaria che nella scuola secondaria di primo grado continuiamo a percepire stima e rispetto da parte dei genitori. Il fatto che molte famiglie non residenti a Ronco scelgano le nostre scuole dimostra che si sia instaurato negli anni un rapporto di fiducia.

 

Quali sono le difficoltà che incontrate nel vostro lavoro con i ragazzi?Carla Meroni

Particolarmente impegnativa è l’attenzione verso le singole esigenze dei ragazzi. È molto frequente avere a che fare con ragazzi dai problemi più diversi, anche se oggi fortunatamente riconosciuti e diagnosticati. Rispetto al passato si ha meno reticenza a raccontare le proprie difficoltà e molto spesso gli studenti stessi ne sono consapevoli. Tutto questo, assieme alla collaborazione con insegnanti di sostegno, educatori e psicologi, permette di creare un percorso di studi personalizzato sulle capacità dei ragazzi.

A questo proposito vorremmo ricordare la frase di Albert Einstein con cui si conclude sempre il nostro open day “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”

Le reali difficoltà sono soprattutto legate ad aspetti organizzativi, per cui tutto il lavoro di cui si parlava prima rischia di venir menomato dalla mancanza di tempo. In particolare, la mancanza delle ore di compresenza di fatto ha tolto la possibilità di seguire adeguatamente chi è più in difficoltà, pur continuando a curare le “eccellenze”, ovvero quei ragazzi che hanno capacità che meriterebbero di essere valorizzate e stimolate.

Alla fine, è questo il vero anello debole della scuola di oggi: la mancanza di un equilibrio tra le molte diverse necessità che hanno i ragazzi.

Passiamo alla percezione che i ragazzi hanno delle Istituzioni…

Conoscono le Istituzioni con raggio d’azione più ampio e che sperimentano direttamente. Nel corso degli anni sono stati realizzati diversi progetti, come quelli in collaborazione con le forze dell’ordine, con tanto di visita in questura, e quelli di educazione stradale e ambientale. Anche negli altri progetti realizzati con la collaborazione del Comune, per esempio il percorso sulla legalità che dura ormai da tre anni, la loro risposta c’è stata. Ciò che conoscono meno sono le istituzioni “politiche” ed i loro meccanismi.

Si parla della necessità di un ritorno dell’educazione civica a scuola. È proprio così?

In realtà non abbiamo mai smesso di occuparcene quotidianamente e non si potrebbe fare diversamente. È un’esigenza che abbiamo da sempre. Gli stessi libri scolastici presentano sezioni apposite che possono agevolare la didattica. Del resto, non si può capire la storia senza una buona educazione alla cittadinanza.

Com’è il rapporto tra Scuola e Comune?

La costruttiva collaborazione con l’Amministrazione comunale ci ha permesso negli anni di mantenere una buona offerta per tutte le nostre scuole: progetti diventati ormai storici nella scuola media e supporto educativo adeguato nella scuola elementare. Non va dimenticata la scuola dell’infanzia, voluta dall’amministrazione comunale, per la quale ogni anno il Piando di diritto allo studio prevede supporto educativo e progetti atti alla crescita dei bambini.