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Scuola e dintorni | Le mie giornate ai tempi del coronavirus (Capitolo VI - Ansia da esami)

Pubblicato il 4 giugno 2020 • La Torretta , Scuola

Ci siamo, eccoci alla conclusione di questo racconto di racconti, brevi pensieri in cui i ragazzi hanno espresso paure, tristezze e nostalgia, dimostrando consapevolezza dell’eccezionalità del momento e anche di saper guardare avanti.

Il prossimo e ultimo capitolo vede protagonisti i ragazzi delle classi III, a cui è chiesto di andare oltre “la tragica irruzione dell’assurdo” nella loro vita quotidiana legata alla pandemia e raccontare come stanno vivendo l’attesa per i prossimi esami.

A loro che stanno per lasciare gli ultimi scampoli di infanzia e che dovranno fare il primo passo verso l’età adulta con la scelta della scuola superiore, va il nostro più grande in bocca al lupo.

A tutti i ragazzi il grazie per la pazienza e la commovente sincerità con cui si sono aperti a raccontarci queste tragiche e incredibili settimane.

 

Capitolo VI – Ansia da esami

Dall’inizio della terza media ho sempre pensato: “Quest’anno è un po’ diverso, per la prima volta dovrò affrontare gli esami”. Quando ci pensavo mi veniva un po’ di paura, e anche ansia perché mi chiedevo: “Chissà se gli esami saranno facili?”. Poi, mi tranquillizzavo perché ho studiato bene tutti gli anni e quindi mi sentivo sicuro che non avrei avuto difficoltà. A causa dell’emergenza Covid-19, il Ministero della Pubblica Istruzione ha deciso che quest’anno non ci sarà un vero esame di 3^ media con prove scritte e orali, ma ci sarà soltanto l’esposizione di un Elaborato ai professori. Questa nuova situazione mi ha fatto quasi passare la paura e l’ansia, però mi dispiace molto che finirò le scuole senza fare l’esperienza degli esami!

L’esame è alle porte. Ora è arrivato il momento di aprirle queste porte!

Bisognerebbe eliminare le ansie come si elimina la cronologia del nostro telefono, dovremmo essere tutti - me compresa - più sicuri di noi stessi, anche nello studio.

L’ansia mi sale perché l’anno prossimo cambierò scuola, non so come farò ad ambientarmi, ci saranno nuovi amici e soprattutto - se continua ad esserci il covid-19 - come faremo a conoscerci, visto che già nella vita quotidiana faccio fatica a socializzare? Questa è l’ansia che mi tormenta in questo periodo.

Alla fine di tutta questa storia però, confesso che sono contento di aver fatto l’esperienza della Didattica a Distanza, e mi sono trovato molto bene.

L’ansia, l’ansia… cos’è l’ansia!!!

E’ quella cosa che si prova dentro e che a volte ci blocca e ci impedisce di parlare. Prima di iniziare qualsiasi cosa, facciamoci un esame di coscienza, se non abbiamo ansia o riusciamo superarla, siamo pronti a tutto!

L’ansia per l’esame c’è, eccome, e poi per un ragazzo che è sempre in paranoia come me, l’angoscia è a livelli stellari! Speriamo solo che, nonostante la situazione particolare, questi esami-non esami vadano bene a tutti.

L’ansia e la paura di non andare bene è tanta, ma so che con un po’ di sforzo, l’impegno e la buona volontà riuscirò passarlo con un buon voto, sarebbe una gran soddisfazione per me e la mia famiglia!

Arriva lentamente, si insinua nella tua mente, per un po’ riesci a respingerla visto che il fatidico momento non è ancora arrivato. Dopo qualche mese, pensi di essertene liberato, ma hai quella sensazione in cui sai che - quando abbasserai la guardia - lei sarà lì, pronta a portarti sull’orlo dell’abisso, per poi farti cadere. Manca poco ormai, ma lei è ancora lì, come una bestia insaziabile, sempre in agguato come una trappola pronta a scattare, in poche parole è un incubo a occhi aperti …  ecco l’ANSIA!

Nonostante sia una ragazza abbastanza timida avrei preferito parlare di persona davanti al Consiglio e non dietro a uno schermo, per riuscire ad avere più coinvolgimento nel contesto della valutazione finale.

Io onestamente ho paura ad esporre la mia tesi. Prima che uscisse l’ordinanza definitiva, ero molto confuso, non capivo più niente, si parlava solo della maturità per le superiori; credo che tutti siamo in ansia, a causa del covid-19, tutti abbiamo paura. Ci dicevano che potevamo essere promossi con il 6 politico, ma adesso ci possono bocciare! Però dobbiamo superare l’ostacolo, affrontandolo con serietà, questo esame di fine anno, poi saremo tutti liberi, liberi dall’ansia.

Io di solito sono sempre ansioso, pensate che quando c’è una semplice verifica ho il cuore che batte a mille, pensate mentre devo fare una esposizione orale in cui entra in gioco il proprio futuro!

La parte più difficile e ansiosa deve ancora arrivare, ed è l’esame orale in cui bisogna presentare l’ elaborato senza poter leggere davanti ai Prof.  L’ansia è una cosa normale, che tutte le persone hanno, però uno più timido e ansioso è molto più svantaggiato, può andare in tilt perché è un passaggio importante nella vita, è una prova per il futuro.

Devo dire che, al contrario delle mie aspettative, non sono per niente agitata. Sto preparando tranquillamente il mio elaborato, concentrandomi su ciò che devo presentare, senza farmi prendere dall’ansia o dallo sconforto, come è mio solito fare. Probabilmente sarò agitata quando sarà il mio turno, ma vivo il presente e per adesso non ci penso. Questa volta voglio dimostrare veramente chi sono e cosa sono capace di fare, senza abbattermi e considerarmi una nullità.

In queste ultime settimane di didattica a distanza sono abbastanza scossa e preoccupata: innanzitutto mi spiace molto passare i giorni finali della scuola media a casa, senza poter salutare fisicamente professori e compagni, ma sono anche in pensiero per quanto riguarda l’elaborato finale, che dovrò presentare online; non ho molto tempo a disposizione e, a causa di questa situazione, non posso confrontarmi con i professori e preparare la tesina come avrei potuto e voluto fare a scuola. Ma nonostante questo, sono felice di poter sperimentare un tipo di esposizione del mio lavoro in un modo diverso e “originale” e che potrà essermi utile per gli anni futuri!

In queste ultime settimane di terza media sto provando sia un po' di felicità, perché sto per iniziare un nuovo capitolo, sia un po' di malinconia perché non ho potuto vivere insieme ai miei compagni queste ultime settimane.

Devo ammettere che tutto ciò mi mette parecchia ansia poiché non sono a scuola, a mio agio, con i prof; però spero di riuscire a fare tutto al meglio e soprattutto spero che la mia ansia si calmi un po'. Speravo di concludere il ciclo delle medie festeggiando assieme ai miei compagni e ai docenti, ma purtroppo non è possibile; molti preferiscono la scelta dell’annullamento dell’esame, ma sinceramente io avrei preferito fare più esami “in carne ed ossa”.

A causa del Covid-19 non dovrò sostenere gli esami scritti e orali, come di consueto, ma presenterò una tesina da discutere online: tutto ciò per me è un sollievo e sono saltato di gioia quando è stata confermata questa modalità d’esame!!

Questo periodo, come credo un po’ per tutti, è molto “particolare” per me. Affrontare l’esame senza avere i professori, vicini fisicamente, che ti consigliano e ti dedicano più tempo dopo le ore di lezione rende le cose un po’ più difficili. Mi manca andare a scuola, svegliarmi presto la mattina, non vedere i miei compagni, parlare direttamente con i professori sui dubbi d’esame. Da casa è tutto molto diverso, spesso mi affido ad internet per chiarirmi qualche dubbio, ma confesso che lo stretto contatto con i professori mi manca molto, soprattutto il loro trasmettermi tranquillità e serenità.

Nelle ultime settimane sto provando un po’ di ansia, paura e anche un po’ di felicità perché potrei uscire dalle scuole medie e poter andare alle superiori mi piacerebbe tantissimo.

L’ansia e la paura ci son sempre state in questi mesi, sia per il covid che per l’elaborato finale; sperando sempre davanti alla TV che qualcuno dica quando ricomincia la scuola, come si svolgeranno gli esami, se ci saranno bocciature, se sarà consentito il 6 politico o se ci saranno dei debiti.

In questo momento provo tante emozioni, sono passati tre anni e mi ritrovo già in terza media; certo, non era il modo migliore per chiudere un percorso così lungo, in cui ci sono stati momenti belli e altri brutti. Detto sinceramente: non mi dispiace lasciare le medie e non vedo l’ora di iniziare un nuovo percorso alle superiori. Quindi in questo momento provo anche una certa felicità, ma di sicuro mi sento molta agitata e nervosa e ho molta paura che l’elaborato finale da presentare a distanza possa andare male per colpa delle mie insicurezze.

Non vedevo l’ora di fare l’esame di terza media perché molte persone mi dicevano che era molto difficile ed altre, invece, mi dicevano che era facile; sono un po’ triste perché potevo vivere sulla mia pelle questa esperienza e mi dispiace aver perso questa opportunità.

Sto vivendo questo periodo con un misto di emozioni mai provate prima. Non vedo l’ora che arrivi l’esame così posso dare il meglio di me e, soprattutto, mi levo di dosso tutta questa ansia che ormai vive con me.

A mio parere non è il massimo concludere l’anno in questo modo, perché per noi ragazzi di terza questo è l’ultimo anno che ci troviamo in questa scuola e con questi professori, e non poterli salutare come si deve mi porta molto dispiacere.

Ho ansia perché capisco che tutto è cambiato: l’esame, la pandemia. Penso che in realtà dentro di me abbia un po’ di paura di non potercela fare a presentare il mio elaborato a distanza e di deludere tutti uscendo con un voto non molto bello. Penso di essere anche un po’ felice di concludere il mio terzo e ultimo anno di medie, nonostante mi manchino tanto i miei compagni di classe. Sinceramente non pensavo finisse così. Spero di trovare il coraggio per passare questo periodo.

Da una parte mi sento più rilassato e comodo siccome faccio tutto da casa e ho meno materie da collegare, ma, dall’altra parte, è più complicato perché non puoi chiedere subito aiuto agli insegnanti, come sarebbe stato a scuola.

Per questo mi sento più rilassato e comodo ma anche ansioso per l’esame, e annoiato per il fatto che non si può uscire con gli amici o fare attività.

Sono felice perché l’anno scolastico sta per finire e perché l’anno prossimo sarò in una nuova scuola, quella superiore; dall’altro lato sono triste perché devo lasciare le medie, i miei professori a cui tengo e soprattutto sono triste perché del prossimo anno non vedrò più la maggior parte dei miei compagni di classe a cui ero molto legato.

A cura degli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado la supervisione della Prof.ssa Patrizia Spada e del Prof. Alessandro Borgonovo