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Scuola e dintorni | Le mie giornate ai tempi del coronavirus (Capitolo V - Mi manca la scuola)

Pubblicato il 30 maggio 2020 • La Torretta , Scuola

Capitolo V - Mi manca la scuola

Alzarsi la mattina, cambiarsi e accendere il pc… poi… con un click mi trovo in classe: la mia virtual classroom!

Ormai è da due mesi che le lezioni sono state sospese a causa dell’emergenza Covid-19 e pare che non torneremo a scuola prima di settembre.

Dopo un paio di settimane dalla sospensione delle lezioni la nostra scuola ha deciso di mettere in atto la DaD (Didattica a Distanza).

Che dire: se penso alle corse della mattina per arrivare a scuola, alle aule un po’ fredde e spoglie… la scuola non mi manca così tanto. Ma le relazioni, il sorriso delle insegnanti, le chiacchiere con i compagni all’intervallo… quelle mi mancano tanto.

All’inizio devo dire che non mi entusiasmava questo modo di “fare scuola”, poi mi sono resa conto che la DaD è essenziale per poter riuscire a terminare l’anno scolastico.

Ora mi trovo bene con le lezioni online perché, grazie a dei programmi appositi, tutti noi riusciamo a seguire senza troppi problemi.

Ho avuto l’occasione di esplorare il mondo virtuale, l’uso del chromebook, le estensioni di Gsuite, l’e-mail, fare presentazioni con diverse tecniche grafiche e video.  Questa tecnologia, tuttavia, che prima del “Corona” era qualcosa da utilizzare per poche ore al giorno e che faceva “sclerare” i genitori, è oggi diventata la protagonista delle nostre vite.  E pensare che prima eravamo considerati in modo negativo, visti come la generazione troppo dipendente dalla tecnologia, che ne abusa, che si estranea dalla realtà! Come cambiano le cose!

Prima mi piaceva scrivere i testi a computer: ora, li scrivo in giardino sulla mia amaca, su un vecchio blocco, e poi li copio in Word. Faccio pure un doppio lavoro! Credo che questa quarantena un po’ mi abbia cambiata. Prima, quando rientravo da scuola, mi piaceva vedermi i video sul mio Ipad senza neanche mettere piede in giardino; durante questi mesi ho cominciato ad essere stanca degli schermi e la mia famiglia si stupisce , perché mi vede fuori, al sole, mentre ascolto la musica, con gli occhi chiusi, immaginando il momento in cui si potrà tornare a scuola. L’8 giugno di questo strano anno sarà l’ultimo giorno di scuola e sarà il più silenzioso.

Sinceramente non vedo l’ora di ritornare tra i banchi perché a me piacciono i profumi, le sensazioni e l’osservare quello che mi succede intorno e con il digitale non sento queste cose, è tutto molto irreale tanto che di vero rimane solo la tastiera sulla quale scrivo tutto quello che sto imparando.

Spero che tutte le fatiche e i sacrifici di queste settimane di DaD e di quarantena mi aiutino ad apprezzare tutto ciò che di buono e bello avevo e ho raccolto affinché io possa capire cosa mi può servire per il mio futuro cammino scolastico.

La piattaforma di Meet, a mio avviso, funzione bene e riesco a interagire sia con i prof. che con i miei compagni. Certo, la vita online non è la stessa che vedersi, parlarsi, stare insieme; insomma, lo spirito di squadra non si avverte per niente… ma ormai me ne sono fatta una ragione.

Vorrei anche ringraziare i miei prof. per il loro impegno: si sono interessati a noi, ci hanno spiegato bene come riuscire ad affrontare la didattica a distanza e cercano di farci vivere al meglio le lezioni anche se per alcuni ragazzini non deve essere semplice.

Come loro, infatti vivo in modo diverso la scuola: le lezioni online sono strane, gli occhi sono stati sostituiti dalle webcam, la voce dai microfoni. Questo modo di relazionarmi con il mondo è freddo e distaccato. Le lezioni online sono utili ma capisco pienamente le cose con una relazione umana non virtuale; queste lezioni non possono sostituire quelle reali. Ci stiamo comunque adattando a questa situazione: le lezioni sono sempre più organizzate e i prof. hanno creato nuove vie di comunicazione, nuovi modi per mandare compiti, nuovi modi per spiegare come schemi o mappe e nuovi modi per interrogare.

Non bisogna annoiarsi, bisogna inventare, usare la mente e dare il proprio contributo a questa situazione direttamente o indirettamente.

Bisogna pensare che, tutto sommato, nonostante i loro limiti, queste lezioni aiutano a tenerci compagnia e, anche se non sembra, fanno la differenza, facendo sembrare la situazione un po’ meno pesante.

Grazie a questa esperienza, che è totalmente nuova per tutti, ho imparato ad approfondire le mie conoscenze tecnologiche che, sicuramente, sfrutterò anche in futuro.

E’ sempre bello fare nuove esperienze. Di certo non mi sarei mai aspettata di vivere in prima persona una pandemia, ma ora sono qui, dietro a uno schermo anziché essere seduta su un banco. Mi manca la normalità. Mi mancano gli intervalli passati ai caloriferi dei corridoi. Mi mancano i miei compagni, che nel tempo si sono trasformati in amici. Mi mancano i prof, con il loro modo di far sembrare tutto così semplice. Mi mancano pure le faticose ore di ginnastica!

Ci sono molte cose che mi mancano, come l’entrata a scuola, davanti alla porta, mentre chiacchieravo e scherzavo con le mie amiche  e, talvolta , ci ritrovavamo con dei libri in mano a ripassare per una verifica o interrogazione che si sarebbe tenuta quel giorno, o come  era bello poter passeggiare ed assaporare i nuovi odori che la primavera porta con sé.

Mi mancano i miei compagni e non dico solo a scuola, ma anche nelle varie uscite che facevamo e in cui ci divertivamo molto; e per di più è saltato anche il progetto di teatro che mi stava piacendo.

Sento la mancanza di tantissime cose e sfaccettature che rendevano la vita così bella, felice e spensierata, ma per far sì che ritorni dobbiamo privarcene per un po’ di tempo, restando a casa.

Penso che l’unica cosa che non mi manchi siano le lezioni di grammatica, queste proprio non le sopporto. Però la vita va avanti. Non penso che il tempo si possa fermare.

Questo è un periodo difficile e le nostre abitudini si sono dovute adeguare a tutte le novità che comporta. Anche la scuola inevitabilmente ha risentito di questo momento particolare che ci ha obbligati a stare lontano dai nostri amici, dai professori e dalla scuola stessa.

Ormai sono passati due mesi da quando questa odissea “Covid 19” ha “stravolto” la nostra vita; è cambiato tutto all’’improvviso, come se la normalità fosse sparita!

Questo periodo mi ha tolto tanto ma mi ha dato tanto altro, come il  poter apprezzare ciò che prima ritenevo inutile , perché si riesce ad amare al massimo qualcosa solo quando ci viene tolta e ci si ricorda di quanto ti servisse e di quanto fosse indispensabile per te.

Oggi, anche se la situazione è migliorata, questo inferno non è ancora del tutto finito e l’unico modo per restare in contatto con parenti, amici e docenti è via internet, tramite chat, messaggi, videochiamate.

Le scuole, come altre attività, sono state chiuse all’improvviso però, per non farci perdere le lezioni e per non farci sentire soli, i docenti hanno messo in atto la Didattica a Distanza che sembra funzionare bene.

Inizialmente le nostre lezioni sono state inizialmente molto faticose. A mio parere fare lezione tramite uno schermo non è proprio il massimo e preferivo di gran lunga stare in classe, seduti, con i prof. che spiegavano.

Per noi chiedere spiegazioni non è facile e anche per i professori spiegare un nuovo argomento, a mio parere, non deve essere semplice tuttavia, con tutte le difficoltà del momento, gli insegnanti stanno cercando di fare del loro meglio per farci sentire a nostro agio.

Ma questa didattica a distanza non potrà mai sostituire la scuola, non per l’avanzamento del programma scolastico , ma per il contatto umano tra insegnati e compagni, inesistente.

La didattica a distanza mi mette un pochino in difficoltà perché, quando si fa lezione, non essendoci contatto umano, ci si distrae più facilmente e quindi spesso non si riesce a seguire.

Al di là di tutto ciò, la DaD ha anche parecchi aspetti positivi perché ti aiuta a capire meglio gli argomenti e a toglierti i dubbi e, inoltre, è un bel modo per stare insieme ai compagni e ai professori. Nonostante tutto sono convinta che queste lezioni a distanza siano importanti perché ci permettono di andare avanti con il programma scolastico, ci tengono compagnia e impegnati in questo momento in cui siamo costretti a rimanere in casa e sono utili per farci rimanere sempre in contatto con quella che, fino ad oggi, pensavamo potesse essere l’unica vita possibile e, a settembre, potrebbe essere anche che le rimpiangeremo…

Un altro aspetto positivo in tutto questo è sicuramente la gioia di rivedere i miei compagni e di confrontarmi con loro: spesso prima delle interrogazioni riusciamo anche ad organizzarci per studiare insieme.

Inoltre stiamo comunque riuscendo ad andare avanti con il programma in tutte le materie.

In questa generazione tutti, o quasi, si basano sulla tecnologia. Fare lezioni online significa imparare le normali materie scolastiche e, contemporaneamente, imparare ad usare la tecnologia, costruendo in questo modo la base vera e propria per il futuro di ogni ragazzo, perché ora come ora, la tecnologia è la chiave fondamentale per il lavoro.

A dire il vero io mi trovo abbastanza bene a studiare da casa perché c’è meno ansia e non sono obbligata a svegliarmi presto tutte le mattine per andare a scuola a piedi!

Adesso sono abituata a questo tipo di routine, anche se all'inizio dell'emergenza, ho avuto non poche difficoltà nell’organizzazione e i compiti  mi sembravano tanti, quasi eccessivi  ed è stato necessario coordinarsi e trovare insieme una buona programmazione. Ora riesco a fare tutto in modo spedito, quasi con facilità, e comincio a percepire i risultati dell’impegno che ho messo per riuscire ad attuare questo tipo di didattica scolastica e ne sono felice anche se sono ferma sull’idea che il contatto tra lo studente e l’insegnante sia quasi fondamentale, non virtuale ma reale, perché la sua assenza può rendere la vita scolastica di un alunno davvero difficile.

Il fatto, però, che si sia trovata una soluzione ai problemi che si sono presentati dinanzi a noi, mi rincuora.

Adesso le lezioni avanzano in modo deciso e spedito, lo stesso vale con i compiti a casa e con lo studio.

Mi manca quasi tutto della mia normale vita ma ognuno di noi si deve adattare perché solo così si può sopravvivere ed andare avanti , fino a ritornare alla solita e felice routine.

Prima mi lamentavo tanto della scuola, perché era pesante e c’erano un sacco di compiti ed interrogazioni, ma adesso mi rendo conto che, forse, avrei dovuto passare meno tempo a lamentarmi e vivere meglio quei momenti. Pensandoci bene abbiamo trascorso il nostro ultimo giorno di scuola senza neanche accorgercene.

Quando tornerà tutto alla normalità credo che nessuno darà più niente per scontato: questo brutto periodo mi ha insegnato che anche le cose che sembrano più piccole, quando vengono a mancare, diventano essenziali.

Concludo dicendo che, secondo me, le persone che “soffrono” un po’ di più in quarantena siamo appunto noi ragazzi, perché abbiamo tanta energia da “liberare” ma dobbiamo tenerla chiusa in casa, con noi. In più, soprattutto per noi adolescenti, è difficile non vedere gli amici perché in questo periodo della nostra vita, gli amici sono come la nostra seconda famiglia.
Ma tutto questo finirà, e abbracciarsi di nuovo sarà stupendo!

* A cura degli studenti delle classi seconde della scuola secondaria di primo grado con la supervisione della Prof.ssa Lunghi