Giorno della Memoria - Le parole di ANPI

Pubblicato il 26 gennaio 2021 • Commemorazioni

Perché? Perché ancora? Perché sempre?

Ormai da molti anni, tante persone, associazioni, enti pubblici e privati si impegnano per far sì che non venga dimenticato l’insegnamento principe della storia, antica o moderna che sia: ovvero, che chi non conosce gli errori storici del passato è condannato a ripeterli in futuro.

Questo, insieme a molti altri, è il compito che anche ANPI si impegna a portare avanti, in particolare nell’occasione del Giorno della Memoria. Ricordiamo anche un ulteriore impegno che ci siamo presi, cioè di posare nel nostro territorio delle ‘pietre d’inciampo’ per ricordare i deportati della nostra zona. L’anno scorso è stata posata la prima di queste pietre a Bernareggio e anche quest’anno ne è prevista una, ma non sappiamo ancora quando potrà essere posata.

Troppo spesso, ora più che mai, il negazionismo dilagante tra i popoli trova sempre più fertile terreno nelle giovani menti dei nostri ragazzi che per mancanza di studio, di interesse, oppure di semplice racconto e testimonianza, si trovano spiazzati di fronte all’enormità di quanto si ricorda in questa giornata.

Su tale impegno, però, quest’anno ci troviamo con le ruote un po’ sgonfie. Siamo stati privati della possibilità di presenziare in maniera diretta verso i nostri interlocutori preferenziali, ovvero i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. Tante volte abbiamo portato mostre, libri, testimonianze dirette, filmati che riguardavano il Giorno della Memoria nelle scuole per far nascere, o rinascere, nelle memorie più fresche della nostra società, quella scintilla di voglia di sapere, di informarsi, di criticare, infine di scegliere da che parte stare.

Quest’anno non abbiamo potuto accompagnare i ragazzi al Memoriale della Shoah di Milano; non abbiamo potuto portare alcuni tra gli ultimi testimoni ancora in vita delle deportazioni nei campi; non abbiamo potuto far altro che divulgare tramite i mezzi informatici di cui disponiamo la cospicua mole di eventi e occasioni di riflessione che le varie associazioni hanno messo a disposizione degli utenti. Ma nulla è come trovarsi davanti a una persona che ci racconta ciò che è avvenuto davvero, nulla è come trovarsi nei luoghi dove questi terribili avvenimenti sono successi. Ricordo una frase che scrissi al termine di uno dei viaggi ai campi di sterminio, quello di Mauthausen. Scrissi che da un viaggio come quello, fortunatamente effettuato insieme a molti giovani, nessuno torna uguale a com’era prima, bensì si torna “diversi”. Diversi nel modo di vedere le cose, di conoscerle, di testimoniarle.

Questo strano e anomalo modo che siamo costretti a usare quest’anno, non dovrà essere sottovalutato o passato sotto silenzio. È soltanto un intermezzo forzato che ci vedrà attenti e pronti a ricominciare sul campo, non appena sarà possibile.

Ecco quindi spiegato il perché dobbiamo ricordare per non dimenticare.

Ecco perché è importantissimo farlo ancora e farlo sempre, oggi come ieri e come domani, e ancor più importante sarà per tutti i giovani raccogliere questo impegno quando i diretti testimoni non ci saranno più.

Facciamo sì che quanto ipotizzato dalla Senatrice Liliana Segre nel corso di una recente intervista, ovvero che fra qualche anno un triste velo di oblio cadrà su quanto è accaduto e tutto verrà scordato, non si verifichi mai. 

Ritorneremo presto, speriamo, alla vita normale e allora ci troveremo pronti a venire nelle scuole e nei luoghi pubblici, ad accompagnare i ragazzi al Memoriale di Milano, nei campi di sterminio in Italia e all’estero, nei luoghi dove si sono compiuti atti di un’efferatezza disumana. Affinché quanto è successo non debba essere rivissuto, da nessuno, MAI PIÙ.

Il Presidente, Danilo Rognoni
Sezione S. Pertini - Aicurzio, Bernareggio, Carnate e Ronco Briantino
ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia)