Cari ronchesi, è passato un anno da quando è scoppiata la pandemia

Pubblicato il 21 febbraio 2021 • Comunicazioni del Sindaco , Emergenza

Cari ronchesi,

è passato un anno da quando è scoppiata la pandemia da covid 19 anche in Italia. Ricordiamo benissimo la domenica in cui ebbe inizio un’esperienza per molti tragica e per tutti difficile e complicata. Ricordiamo esattamente dove eravamo e cosa stavamo facendo quando abbiamo avuto notizia che si sarebbero chiuse le scuole e i posti di lavoro e che avremmo dovuto rimanere chiusi in casa. Uno dei primi pensieri di quasi tutti noi è stato quello di correre al supermercato e fare scorte nella paura di rimanere senza viveri. Piano piano abbiamo cominciato a realizzare l’enormità di quello che stava succedendo.

Da allora abbiamo fatto passi da gigante su alcuni aspetti, come l’uso della tecnologia informatica. Penso alle molte persone che prima non ci provavano nemmeno e che ora usano pc e smartphone con nuova disinvoltura. Penso alla consapevolezza ora anche dichiarata dell’importanza delle riforme e maggiori investimenti per ambiti quali l’istruzione, la ricerca, la medicina territoriale. La pandemia ha messo a nudo, ulteriormente, certe fragilità del nostro Paese a partire dalla sua struttura demografica. E se è comprensibile che in un anno segnato dalla massima incertezza siano nati pochi bambini, a Ronco sono 16, la natalità è bassa in Italia da molti anni anche per la mancanza di sostegni alla famiglia presenti in altri paesi dalla natalità più elevata. Occorrono investimenti importanti per la medicina del territorio, l’esperienza dell’ultimo anno ci ha dimostrato come attuale sistema non sia sostenibile. Ci sono studi ed esperienze di diverse modalità di organizzare la cura della salute a livello territoriale.

Nell’anno trascorso abbiamo affrontato tante difficoltà e le stiamo ancora affrontando, ora più consapevoli di un anno fa che la strada per uscire da questo incubo è ancora lunga. Abbiamo capito che non ci sono soluzioni facili, ogni decisione ha dei costi. Abbiamo visto le difficoltà delle imprese e dei professionisti. L’esperienza della pandemia ha evidenziato ancora maggiormente le enormi disparità nel mondo del lavoro dove abbiamo una stratificazione spaventosa dei diritti dei lavoratori, a partire da chi ha un posto garantito a vita a chi lavora con contratti precari anche brevissimi fino a chi lavora senza alcuna tutela. La pandemia ha toccato dal punto vista economico in modo molto diverso le diverse categorie di persone, lasciando intatte alcune e letteralmente a terra altre. Così come si sono acuite le disparità nella scuola anche tra chi ha un accesso a internet e ha potuto seguire la didattica a distanza e chi invece ha avuto problemi pure su questo versante.

Tra le esperienze di quest’anno ci sono alcune che ricorderò con particolare affetto. Mi riferisco all’offerta di aiuto da parte di volontari, in parte appartenenti ad associazioni esistenti e in parte “indipendenti”, che si sono fatti avanti per aiutare le persone più fragili nel momento più difficile del lockdown totale. E porterò sempre nel cuore le telefonate ricevute da persone che chiedevano chiarimenti, consigli o aiuto per risolvere problemi piccoli e grandi, e a volte anche per scambiare due parole. Ringrazio per la loro generosità tutti coloro che hanno fatto e fanno donazioni per aiutare le persone in difficoltà, sia di contributi versati sul conto corrente che di articoli alimentari e di prima necessità tramite le raccolte attivate in collaborazione con la Parrocchia e la Caritas e il Supermercato Sigma.

Un ringraziamento particolare va a tutto il personale sanitario che si è prodigato e continua a farlo senza sosta. C’è bisogno, però, della nostra collaborazione che possiamo dare continuando a mettere in pratica tutte le indicazioni ormai familiari per evitare il contagio: mascherine portate correttamente, distanze, igiene.

Ecco alcuni dati sul contagio a Ronco Briantino e ribadisco, come sempre, che si tratta di numeri ufficiali forniti dall’ATS. Dall’inizio della pandemia 150 nostri residenti sono risultati positivi al covid 19. Di questi 7 hanno purtroppo perso la vita. I contagiati durante la “seconda ondata”, cioè dal mese di ottobre in poi sono stati molto più numerosi della primavera scorsa quando le persone ammalate sono state 25.  Naturalmente in questi numeri sono comprese anche le persone che fortunatamente hanno avuto sintomi lievi o non ne hanno avuto proprio. Da ottobre in poi si sono contagiati molti giovani, anche ragazzi e bambini. Infatti diverse classi delle nostre scuole sono finite in quarantena. Attualmente a Ronco ci sono 5 persone risultate positive al tampone.

Siamo in attesa di ricevere il vaccino, secondo le previsioni del ministero, a partire dagli ultraottantenni. Spero vivamente che, in mancanza di controindicazioni mediche, tutti i ronchesi si facciano vaccinare appena possibile. Questo alleggerirà la pressione sulle strutture sanitarie e ci permetterà un più veloce ritorno anche alle attività di cui sentiamo molto la mancanza: attività sportive, culturali, aggregative in generale e a ritrovarci con più serenità.

Vi saluto cordialmente e resto, come sempre, a disposizione.

Un abbraccio
Kristiina Loukiainen